Turismo responsabile, no allo sfruttamento degli equidi nei luoghi di vacanza


Al bando improvvisazione e faciloneria. Sì, anche in vacanza. Tassativamente. Per due fondamentali motivi: la cura degli animali, lo scrupolo professionale e la competenza tutelano tanto il turista quanto il cavallo. E nessun cavaliere degno di tale nome, fosse anche il neofita alla prima esperienza, si può divertire in sella se il suo compagno soffre o non sta bene.
• Montate solo cavalli, muli o asini adeguati al vostro peso. L'animale si deve poter muovere normalmente, partendo e fermandosi senza sforzo. 
• Rifiutatevi di montare cavalli, muli o asini in cattive condizioni, piagati, magri, sofferenti, stanchi o visibilmente non in condizione. Lo stesso vale se gli equidi sono attaccati. La responsabilità nel turismo passa anche da queste situazioni. Gli animali non vanno sfruttati. Mai. Inoltre, non solo l'escursione sarebbe di poco divertimento ma rischierebbe di diventare pericolosa per entrambi.
• Una visita alle scuderie o ai ricoveri degli equidi vi dirà molto più di tante belle parole. Poste di sosta, box e recinti devono essere puliti e accoglienti, degni di trascorrervi le strameritate ore di riposo. Chi dice di amare i cavalli (e i loro cugini) e li tiene male merita solo di chiudere bottega. Non date i vostri denari ai maltrattatori.
• Controllate sempre i finimenti. L'attrezzatura malridotta o non funzionale può rivelarsi assai pericolosa per l'incolumità di cavallo e cavaliere. Materiali rovinati, raccogliticci e fuori misura causano immenso dolore ai cavalli. Meglio passare per rompiscatole e pretendere che vi si cambi la sella o le redini che finire con il sedere per terra perché si è tranciata una cinghia sottopancia o, peggio, coinvolgere anche l’animale in una caduta. 

dr. Grazia Pagnozzi
farmacista esperta naturopatia veterinaria

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