Un amico, non un attrezzo sportivo



Le vacanze offrono spesso lo spunto per nuove esperienze in ambito sportivo. Si prova il tiro con l’arco, ci si cimenta con il kite, si assaporano gli abissi con il “battesimo del mare”.
Chi si avvicina all’equitazione lo faccia con tutto il rispetto, la cortesia e l’empatia che richiede il rapporto con un altro essere vivente. Il legame tra l’uomo e il cavallo è antico di oltre 6000 anni. Senza di lui, la nostra storia avrebbe avuto ben altro, e assai più misero, corso.
In natura gli equidi hanno come unica arma di difesa la fuga. Per instaurare una relazione positiva – e questo vale anche per il cavallo della scuola, che merita ancor più rispetto per il duro e alienante lavoro cui è destinato – dobbiamo dunque fare conoscenza con lui senza intimidirlo o farlo sentire in pericolo.
«È nostro compito tranquillizzarlo, spiega Grazia Pagnozzi, farmacista esperta in naturopatia veterinaria e guida equestre. «Avvicinatevi con calma e senza fare gesti bruschi al vostro prossimo compagno d’avventura. Accarezzatelo sul collo, parlategli e fatevi annusare. Tenendo la mano aperta porgetegli magari uno zuccherino o un pezzo di mela o carota. Recepirà il vostro odore e la gentilezza con cui vi siete conosciuti; avrete fatto un piccolo passo per conquistare la sua fiducia. Durante la vostra lezione non lesinate una carezza e alla fine ringraziatelo con un altro premio. Non saremo mai sufficientemente grati ai cavalli senza palmares che ci hanno fatto da maestri».

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