Cane in auto sotto il sole. Arnica Montana e Apis Mellifica per l'emergenza
Primi caldi, prime tragedie. Le cronache di questi giorni hanno portato sotto i riflettori il dramma di una famiglia che ha perso una bimba. Il papà l’ha “dimenticata”. Sembra incredibile ma può succedere, lo conferma la scienza. Contro questo “buco” non c’è che prestare sempre massima attenzione alle proprie azioni.
Capita, invece, che qualcuno il cane lo lasci
in auto di proposito, «tanto sono solo pochi minuti». Una leggerezza... Diciamo
così, ma si tratta di maltrattamento bello e buono. Si esce con il cane per
andare a fare qualche commissione e, magari perché il locale ne vieta
l’ingesso, lo si lascia in auto. Magari con i finestrini ben chiusi, non si sa
mai quale malintenzionato possa passare...
Alzi la mano chi vorrebbe rimanere bloccato,
anche solo pochi minuti, in un cubo arroventato? Sì, perché la macchina, per i
nostri, rappresenta una micidiale scatola di latta all’interno della quale la
temperatura sale a velocità esponenziale. Anche se è parcheggiata in un punto
in cui non arriva il sole diretto.
A peggiorare la situazione arriva la precipua
termoregolazione del cane, che può sudare esclusivamente dai polpastrelli.
Infatti, la sua pelle non presenta ghiandole sudoripare e il nostro amico si
può liberare dal calore in eccesso solo attraverso i “piedi” e aumentando la
ventilazione polmonare, ansimando violentemente. Bruttissima situazione per uno
lasciato in una macchina chiusa.
Nel caso malaugurato doveste affrontare
l’emergenza è fondamentale agire con prontezza.
«Massima attenzione al colpo di calore –
spiega Grazia Pagnozzi, farmacista esperta in naturopatia veterinaria – e ai
suoi sintomi: vomito, diarrea, apatia, respiro affannoso, iperventilazione, il
cane ansima e sbava. Innanzitutto l’animale colpito va subito trasferito –
possibilmente in braccio, per non farlo stressare ulteriormente – in un luogo
fresco, ombreggiato e ventilato. Per abbassare la temperatura corporea
applicate panni bagnati d’acqua fresca, ma non gelata, su testa, collo, gola e
zampe, massaggiando il cane delicatamente per favorire la circolazione».
«Anche se tutto si risolve rapidamente per il
meglio – conclude l’esperta – consiglio un immediato check up e qualche giorno
di riposo sotto osservazione. Per una migliore e più rapida ripresa si possono
somministrare al cane Arnica Montana 15 CH e Apis Mellifica 15 CH, 5 granuli di
ciascuno alternati, ogni 30 minuti, sempre sotto controllo del veterinario».
Ricordiamoci, dunque, che per causare
l’irreparabile bastano pochi minuti. E sull’incauto proprietario cala, oltre al
rimorso indelebile, anche la legge.
Come riporta il sito dell’Oipa, “la Corte di
Cassazione, sezione III penale, con sentenza n. 175 del 2008, ha confermato la
condanna nei confronti di un uomo per aver lasciato il proprio cane
nell’automobile parcheggiata al sole. I giudici, confermando l’orientamento
prevalente, hanno ritenuto responsabile il soggetto anche in assenza della
volontà di infierire sull’animale o che lo stesso riportasse delle lesioni
all’integrità fisica, potendo la sofferenza consistere in soli patimenti”.


