Quando il cane "bruca"
Pasqua e Pasquetta, con i social che pullulano di foto di agnelli e capretti tra praticelli e margherite e poi massacrati, sono finalmente alle spalle. Non voglio parlarvi anch’io di questo orrore anacronistico – per inciso, comunque sia, la gola non rientra tra i vizi capitali? – ma di un’altra creatura che apprezza i verdi prati di primavera: il nostro cane.
Già, perché il quattrozampe non si limita a correrci sopra, ma spesso... “bruca”.
Non preoccupatevi, non ha iniziato una mutazione vegana e
non è malato. Certo, se il comportamento che osservate è compulsivo e seguito
da vomito, il mio consiglio da farmacista e naturopata è ovviamente quello di
farlo visitare dal veterinario di fiducia, ma qui mi riferisco a episodi
sporadici, nel corso dei quali il cane ingerisce qualche filo d’erba.
Nei secoli di domesticazione e, successivamente, di sviluppo
delle razze, la sua alimentazione è infatti cambiata molto senza che, invece,
sia mutato al pari, e fatte le debite proporzioni tra un alano e un chihuahua, il suo apparato digerente. Nelle nostre case vivono cani
che, anziché cibarsi come il precursore lupo, oggi hanno un’alimentazione prevalentemente “commerciale”,
pur con le fonti proteiche come elemento principale. Ma qualcosa del loro “lupo
interiore” è rimasto.
Ecco allora che, secondo gli scienziati, la necessità di
assumere un po’ d’erba sia una normalissima necessità, per nulla legata a
sindromi carenziali. Alcuni cani, infatti, mangiano l'erba perché apprezzano il
gusto dei vegetali, reminiscenza di quando il predatore si alimentava con le
viscere piene d’erba delle prede catturate.
Al di là di qualche “brucata”, ricordiamo comunque che una
componente vegetale è utile come fonte vitaminica e di fibre, e non va
tralasciata nell’alimentazione del cane.

